Mindfulness e ginnastica posturale in una sola pratica: l’alleanza perfetta.

Quando sentiamo parlare di meditazione, l'immaginazione corre velocemente a disegnare paesaggi mistici orientali. Santoni con lunghe barbe bianche seduti a gambe incrociate sull'orlo di precipizi, monaci che in gruppo fanno vibrare pareti di monasteri cantando mantra, nel tentativo di connettere se stessi ad un Io Profondo e con il Tutto che ci circonda. Immagini di ricerca decisamente poco affini ai nostri modus vivendi, impregnati del primato della Ragione.

Non tutti sanno che la meditazione è una forma di esercizio mentale, che ha guadagnato enorme spazio nelle metodiche di cura occidentali grazie ai numerosi benèfici per la salute.

Tecnica quindi non associata esclusivamente a spiritualità, canti o mantra, ma applicabile anche nella semplice pratica della consapevolezza corporea. Esistono forme di meditazione definite "contemplative" dove il focus principale è la coltivazione di una capacità mentale chiamata "mindfulness". La pratica formale implica un'attenzione sostanziale agli stimoli sensori interni ed esterni, una consapevolezza specifica non-giudiziale degli stimoli del momento presente, senza elaborazione cognitiva.

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