Zucchero. Che passione!

Una ricerca pubblicata su Lancet, presentata al Congresso Europeo di Cardiologia a Barcellona alla fine di agosto 2017 descrive le evidenze scientifiche che associano le malattie cardiovascolari ad un elevato consumo di zuccheri, dove l’imputato principale risulta essere sempre il fruttosio. Molti di noi sono ancora confusi per le polemiche su grassi e colesterolo che stanno radicalmente trasformandosi. E adesso dobbiamo preoccuparci anche dello zucchero?

I carboidrati sono i macronutrienti che più creano confusione per chi cerca di mangiare in maniera sana. Gli sportivi sanno che sono necessari per avere la sufficiente energia, mentre chi si mette a dieta li elimina dalla propria alimentazione perché li ritiene responsabili dell’aumento di peso. In realtà, quello che è importante capire è che non è necessario togliere questo macronutriente dalla propria quotidianità, ma saper scegliere il tipo giusto di carboidrato che può essere mangiato anche tutti i giorni.

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I grassi non sono affatto un pericolo.

Mangiare troppi grassi fa male, lo sanno tutti. Una dieta di questo tipo provoca un accumulo di grasso nelle arterie, la cui ostruzione è causa di infarto, e lo stesso grasso si accumula anche nel corpo sotto forma di ciccia. Secondo l’opinione tradizionale, il responsabile è il colesterolo: poiché è stato il primo valore usato per quantificare il grasso nel sangue è diventato un sinonimo del rischio di malattie cardiache. Una spiegazione semplice e chiara che i medici propinano ai pazienti fin dagli anni ’80.

Purtroppo solo una fandonia: il colesterolo viene additato come un pericoloso criminale, ma non è così. Alcuni grassi contenuti nella nostra dieta non solo ci fanno bene, ma sono addirittura essenziali.

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