Mindfulness e ginnastica posturale in una sola pratica: l’alleanza perfetta.

Quando sentiamo parlare di meditazione, l'immaginazione corre velocemente a disegnare paesaggi mistici orientali. Santoni con lunghe barbe bianche seduti a gambe incrociate sull'orlo di precipizi, monaci che in gruppo fanno vibrare pareti di monasteri cantando mantra, nel tentativo di connettere se stessi ad un Io Profondo e con il Tutto che ci circonda. Immagini di ricerca decisamente poco affini ai nostri modus vivendi, impregnati del primato della Ragione.

Non tutti sanno che la meditazione è una forma di esercizio mentale, che ha guadagnato enorme spazio nelle metodiche di cura occidentali grazie ai numerosi benèfici per la salute.

Tecnica quindi non associata esclusivamente a spiritualità, canti o mantra, ma applicabile anche nella semplice pratica della consapevolezza corporea. Esistono forme di meditazione definite "contemplative" dove il focus principale è la coltivazione di una capacità mentale chiamata "mindfulness". La pratica formale implica un'attenzione sostanziale agli stimoli sensori interni ed esterni, una consapevolezza specifica non-giudiziale degli stimoli del momento presente, senza elaborazione cognitiva.

Durante il processo di meditazione, le tensioni accumulate vengono rimosse, l'energia viene aumentata e la salute è influenzata positivamente.

La ricerca ha confermato una miriade di benefici associati alla pratica della meditazione. Questi includono riduzione dello stress, riduzione degli stati d'ansia e degli stati depressivi, riduzione della percezione del dolore, sia fisico che mentale. E ancora miglioramento della memoria e dell'efficienza cerebrale in momenti di attenzione.

I benefici fisiologici includono la riduzione della pressione arteriosa, del ritmo respiratorio e della frequenza cardiaca, della produzione di acido lattico, cortisolo, epinefrina. Chi medita utilizza meglio l'ossigeno ed elimina meglio l'anidride carbonica, ha pelle più resistente, ha livelli bilanciati di melatonina, coinvolta nella regolarità del sonno. Più bilanciato anche il DHEA-S, un ormone utile per la salute delle ghiandole surrenali.

La meditazione aumenta il flusso sanguigno cerebrale nelle regioni frontali e anteriori del cervello, aumenta l'efficienza nella rete attiva esecutiva del cervello, e aumenta la coerenza dei pattern dell'elettroencefalogramma. Uno studio sull'effetto della meditazione sull'efficienza cerebrale ha rilevato che chi medita è più veloci in tutti i compiti. Con l'invecchiamento, lo spessore corticale del cervello (materia grigia, che contiene i neuroni) diminuisce, mentre l'esperienza della meditazione è associata ad un aumento della materia grigia.

La meditazione diminuisce la sovrastimolazione simpatica e riduce il colesterolo, così come la possibilità di avere infiammazioni. L'efficacia delle tecniche di meditazione è stata provata per epilessia, sintomi della sindrome premestruale e sintomi della menopausa. Vantaggi sono stati dimostrati per disturbi dell'umore, malattie autoimmuni e disturbi emozionali nella malattia neoplastica.

Potrei andare avanti per pagine intere citando studi e benefici, che potete facilmente reperire (in lingua inglese) sul sito del National Center for Biotechnology Information, ma voglio arrivare al dunque per ciò che riguarda la ginnastica posturale.

Ho scritto due articoli nel mio blog, riferiti rispettivamente al Metodo Mézières e all'Antiginnastica di Thérèse Bertherat. Si tratta di due metodiche di rieducazione posturale che vanno di pari passo nella considerazione della biomeccanica corporea, ma che differiscono per le modalità di applicazione. Di fatto sussiste un filo rosso che collega queste due tecniche, oltre alla considerazione delle catene muscolari, che è quello della "consapevolezza corporea". Come abbiamo appena visto, questa costituisce la base della pratica meditativa e porta innumerevoli vantaggi a breve e lungo termine. In questo caso, questi benefici vanno a sommarsi e trovano maggiore stabilizzazione nella costruzione di schemi psicofisici nuovi e più efficienti. Il corpo ottiene una forma e un comportamento nuovo, più leggero ed energico, in cui la mente va mano a mano a riconoscersi, riattivando un circolo virtuoso di comunicazione bidirezionale con la periferia corporea, grazie alla rete neurale vagale.

Nella fase iniziale dell'approccio a questi metodi viene ampliato il potenziale di ascolto corporeo nella sua relazione con le superfici d'appoggio, lettino o pavimento che sia, e delle condizioni interne di tensione muscolare. Si percepiscono asimmetrie, rotazioni, inclinazioni ed elevazioni dei segmenti corporei. Viene stabilito un contatto cosciente con le dinamiche respiratorie, si cerca di comprendere cosa si muove e cosa è più vincolato. Si portano alla luce eventuali dolori nascosti tramite l'ausilio di palline di spugna o sughero o tramite le mani dell'operatore. Si aumenta quindi, l'attenzione sensoriale agli stimoli presenti, interni ed esterni, in una condizione di profondo rilassamento.

Soprattutto, a fronte della sempre più cosciente percezione della propria condizione corporea, si impara a "non fare". Si impara a familiarizzare con le tensioni corporee e con i dolori che i nostri atteggiamenti fisici e mentali hanno prodotto e il nostro sistema posturale organizzato, per mantenere la possibilità di equilibrio bipodalico, efficacia di movimento, analgesia. Il "non fare" ci insegna a non reagire giudicando la presenza di dolore come negativa, ma ad accoglierla come informazione, come "dato di fatto".

Tramite l'abbandono, si cerca di arrivare all'esecuzione di movimenti precisi, attuati con grande coordinazione, presenza mentale, sincronia della respirazione. Si passa primariamente dall'eliminazione della tensione superflua, dovuta a schemi comportamentali prodotti nella relazione con l'esterno, siano rapporti umani che abitudini fisiche. Si impara l' "oggettività del movimento" e l'economia energetica.

Questa volontà di ascolto corporeo rivolta ad elementi piccoli ed essenziali, le modalità di non-prestazione dell'esecuzione di movimenti e piccoli esercizi, il rilassamento e lo svincolo dell'atto respiratorio, coincidono sostanzialmente con gli atteggiamenti ricercati nelle metodiche di meditazione contemplativa, monitorati e avvalorati come benèfici dalle neuroscienze.

Alla luce del nuovo orientamento della ricerca, volto all'abbattimento della considerazione di corpo e mente come entità separate, queste pratiche di lavoro sulla postura, intesa come massima espressione di adattamento biomeccanico e psicoemotivo, potrebbero essere considerate tra le forme più complete di terapia corporea e di ricerca del benessere.

 

"Come operatore nell'ambito della rieducazione posturale, ho scelto di produrre un percorso dove i benefici mentali e corporei siano immediatamente e realmente percepibili e che possa soddisfare la sempre più crescente volontà collettiva di avere parte attiva nella creazione della propria salute."

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