I vantaggi del massaggio in ambito oncologico

La metastasi delle cellule cancerogene nasce da una complessa interazione di fattori strutturali, biochimici, endocrini, immunologici e genetici che controllano crescita, adesione, angiogenesi e mobilità delle cellule tumorali, nonostante questo il massaggio in ambito oncologico è stata una pratica a lungo discussa per la correlazione del sistema linfatico nella diffusione delle cellule metastatiche.

Sono diversi anni che molteplici studi hanno confermato la non correttezza di queste ipotesi (ad esempio Zeitlin, Keller, Shiflett, Schleifer & Bartlett 2000; Ernst 2003; Corbin 2005; Hernandez-Reif et al. 2005) e parallelamente ottenuto considerevoli risultati positivi di cui a breve andremo a parlare. La massoterapia, con specifiche precauzioni in determinate situazioni, è quindi sicura per i malati di tumore. I rischi possono essere ridotti al minimo e le prestazioni massimizzate quando il medico e l’operatore discutono la fattibilità e gli effetti direttamente con il paziente.

Lo studio più grande mai condotto sull’utilizzo del massaggio in oncologia, ha luogo al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York su un totale di 1290 persone nell’arco di tre anni, dal 2000 al 2003. I pazienti valutarono su una scala da 1 a 10 l’intensità dei sintomi presi in considerazione, fra i quali dolori, fatigue, ansia, nausea, depressione. Dopo i 3609 massaggi erogati la riduzione media della percezione dei sintomi si aggirava intorno al 50%, con un range localizzabile fra il minimo del 21% (nausea) e il massimo del 54% (ansia). Controlli a 48 ore dal massaggio confermarono la persistenza del beneficio. Il risultato fu considerato clinicamente significativo e sicuramente di supporto all’idea di utilizzo del massaggio per il controllo dei sintomi in pazienti oncologici (Cassileth & Vickers, 2004). Diversi studi sono attualmente in corso per valutare meglio l’efficacia su costipazione e sistema immunitario, la fatigue e gli effetti sulla qualità di vita dei pazienti pediatrici.

Sebbene la validità ad ampio spettro del massaggio in ambito oncologico non sia ancora clinicamente dimostrata, la bassa incidenza di controindicazioni e studi in corso tendenti a dimostrare l’efficacia terapeutica verso ulteriori sintomi rendono il massaggio, allo stato delle conoscenze attuali, promovibile come terapia complementare per la riduzione di ansia, stress, linfedema e gestione del dolore.

Avere informazioni affidabili per quanto riguarda l’uso sicuro e appropriato della massoterapia, renderebbe medici e operatori che assistono i pazienti con cancro protagonisti fondamentali nella diffusione della conoscenza del massaggio come terapia complementare, aiutando inoltre i pazienti nella scelta del trattamento più adatto. Ad oggi purtroppo, a dispetto della popolarità e della disponibilità in ambito igienico, l’utilizzo in oncologia è sconosciuto alla maggior parte delle persone interessate.

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Qui puoi leggere il testo completo in lingua originale sulla ricerca effettuata al Memorial Sloan Kettering Cancer Center.

Nel libro “Integrative Oncology” scritto da Donald I. Abrams, MD (professore di Medicina Clinica alla University of California San Francisco e direttore di Ematologia e Oncologia presso il San Francisco General Hospital) e Andrew T. Weil, MD (fondatore e direttore del Center for Integrative Medicine dell’Università dell’Arizona, dove è anche docente) puoi trovare, oltre ad un ampia sezione dedicata al massaggio, molte importanti informazioni sulle terapie complementari a quelle convenzionali in ambito oncologico.

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